Dario Mongiano - Testimonianza
Ringrazio per l'invito a portare la mia testimonianza di persona con disa¬bi¬lità fisica che ama la vita nonostante tutto; nonostante la disabilità per tetra¬paresi spastica che limita i miei movimenti e l'asma che mi obbliga a respirare solo gra¬zie alle medicine che prendo quotidianamente (e meno male che ci sono!).
Nonostante questo io ho sempre detto che non mi sento emarginato per¬ché ho potuto condurre fin da piccolo una vita il più normale possibile grazie sia ai miei genitori sia alla maestra elementare che mi ha permesso di frequen¬tare una scuola pubblica quando ancora non c'era l'obbligo dell'inserimento.
Mi sono abituato subito quindi a non piangermi addosso ma ad "inven¬tarmi" gli interessi ed andarmi a cercare le amicizie.
Tutto ciò non vuol dire che non vi sia sofferenza ma questa è dovuta non tanto alla fatica fisica nello spostarmi o nel parlare ma alla difficoltà a trovare per¬sone che condividano con me valori "forti" e che "sentano la vita" sulla mia lun¬ghezza d'onda (che è poi quella del Movimento per la Vita). Sofferenza è tro¬vare persone che non hanno la pazienza di "ascoltare profondamente l'altro" e dialogare profondamente con l'altro al di là della difficoltà nell'articolare le parole dovuta alla paralisi che blocca i muscoli ma non la mente e soprattutto il Cuore.
Tutti noi abbiamo bisogno di comunicare per sentirci vivi; la persona con di¬sabilità fisica a maggior ragione dev'essere aiutata a far sì che si esprima come meglio può e soprattutto che ella "si senta ascoltata". In tal modo ella si sentirà protagonista della propria vita, potrà fare dei progetti, piccoli o grandi che siano. Proprio nel progettare (gettarsi in avanti) e nel comunicare (comunicaazione, azione comune, creazione di ponti) sta la felicità, cioè il sentirsi pro¬fondamente vivi. Il Paradiso si intravede quando si è in due (la persona in co¬munione con Dio e la persona in comunione con l'altra persona).
Io ho trovato persone che mi hanno fatto scorgere il Paradiso e proprio que¬ste persone mi hanno aiutato (anche solo con la loro presenza, il loro es¬serci) ad accrescere la speranza in un domani migliore. Un nostro grande com¬pito è quello di dare speranza in un domani migliore.
Speranza, impegno, responsabilità come risposta alla Vita che ci chiama ad es¬sere sempre più vivi. Per me questo impegno si è concretizzato nel fondare l'As¬socia¬zione "CaseFamiglia Pier Giorgio Frassati" che sta costruendo dal nuovo una Co¬munità chiamata CasaFamiglia in Moncalieri (Torino), str. Cigala, 9, di disa¬bili fisici anche gravi per prevenire l'emergenza assistenziale del dopogenitori; in questa Casa vivranno con me i miei amici disabili fisici che hanno scelto in prima persona di far parte attiva del progetto e che con me hanno fatto un serio cammino di preparazione.
La sofferenza rimane un grande mistero ma siamo chiamati a metterci in ascolto e cercare di dare concretamente una mano. Vi ringrazio.
Dario MONGIANO
26 OTTOBRE 2003

